Isolamento termico della casa

Spesso, guardando un film ambientato nel torrido deserto africano, ci chiediamo come mai chi vi abita o vi transita indossi pesanti abiti in lana, nonostante il sole a picco e l’aria incandescente. Coprirsi con abiti pesanti, che colleghiamo all’inverno, in una condizione di caldo estremo sembra un controsenso, ma non lo è: le popolazioni del deserto sanno una verità che la fisica potrebbe spiegare con dovizia di dettagli, ossia che la lana è un eccellente isolante termico, che mantiene costante la temperatura dell’aria attorno al corpo, sia che questa sia fredda o calda.

La stessa verità vale anche per le abitazioni, che se dispongono di un efficente isolamento termico si mantengono fresche d’estate e più calde in inverno. Esistono materiali che, utilizzati durante la costruzione dell’edificio, ne aumentano la tenuta termica; è anche vero però che è possibile migliorare l’isolamento termico di un edificio già esistente con interventi dall’interno: la legge permette di rendere più spesso un muro, e inoltre fino a dicembre 2015 si può ancora usufruire degli sgravi fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.

Basta pensare a un dato: la gran parte dell’energia che in inverno si usa per riscaldare, così come quella che d’estate utilizziamo per condizionare la stanza, si disperde attraverso il tetto, le pareti, le finestre e il pavimento.
Per mantenere costante la temperatura degli ambienti interni occorre quindi coibentare le superfici a contatto con l’esterno, creando una “barriera” uniforme e senza punti di discontinuità, minimizzando gli scambi termici tra interno ed esterno. Questo ha anche altri importanti vantaggi: isola dal rumore e stabilizza il tasso di umidità. Negli edifici di non recente costruzione con un intervento di isolamento termico è possibile ridurre questi gli sprechi fino al 40%, riducendo gli importi delle bollette.

Isolare il tetto è solitamente l’intervento che, da solo, riesce a fare la differenza: in inverno è proprio dal tetto che si disperde il calore, mentre d’estate si surriscalda facilmente trasmettendo un calore eccessivo a tutta la casa. A seconda della tipologia di tetto l’intervento da pensare è diverso: un sottotetto non abitabile, utilizzato solo come ripostiglio, richiede una coibentazione del solaio che separa l’abitazione subito sotto. Al contrario, se sotto il tetto ci si abita, lo spazio deve essere coibentato, o dall’interno (intradosso) o dall’esterno (estradosso). Questo anche nel caso il tetto sia piano e non inclinato: se la copertura è recente e in buono stato si può coibentare dall’interno, altrimento occorre intervenire da fuori, operazione ovviamente più onerosa.

La temperatura d’irradiamento è un altro fattore molto importante per il comfort percepito all’interno di un’abitazione. Questo valore è legato alla superficie degli elementi che delimitano la casa. Quindi se le pareti di una casa hanno una temperatura di 17°C e l’aria interna è scaldata dai termosifoni fino a 20°C, all’interno la sensazione percepita non sarà piacevole. Occorre abbassare la differenza tra queste due temperature per avere una sensazione di comfort all’interno della casa, anche a temperature non eccessive.

Isolare i muri diventa quindi un altro imperativo, tramite cappotto o intercapedine, a seconda delle necessità. Il cappotto non è altro che una copertura con pannelli sovrapposti alla struttura, da dentro (concentrandosi soprattutto sui ponti termici data la presenza di ingombri sulle pareti) o da fuori; non prevede demolizioni e riduce tempistiche di lavoro e disagi.
L’intercapedine è il sistema utilizzato negli edifici nuovi, separando il rivestimento esterno dal rivestimento isolante: uno spazio di pochi cm, che agevola l’areazione e l’eliminazione del vapore acqueo, con indiscussi vantaggi anche per l’estate.